Avana Killing, un libro di Gordiano Lupi
di Giovanni il 6 ottobre, 2011 alle 7:38 am
Avana killing
Autore Gordiano Lupi
Edizioni Sered
L’editore –“non bisogna saccheggiare il vocabolario…chi scrive deve avere l’umiltà di mettere la propria scrittura al servizio della storia, mai il contrario”
E’ uscito “Avana killing”, un vero e proprio romanzo che si snoda rispettando, forse inconsapevolmente, lo schema di Todoroff , protagonisti, antagonisti , intreccio, suspance, risoluzione dell’intreccio, finale a sorpresa.
Come tutti i lavori di Lupi è difficile da inquadrare in un genere preciso.
Quando il lettore pensa di trovarsi nell’ambito del noir, il ritmo della narrazione rallenta, gli squarci di mare e delle notti che ne portano il respiro, dilatano il tempo e incorniciano la presentazione dei protagonisti,indagati nell’animo, nei loro amori ed odi , nella perdita di se stessi e loro ritrovamento.
Il motivo conduttore del testo consiste quindi da una parte nell’attesa della risoluzione di eventi tragici che macchiano di orrore, sangue e dolore la vita di molti e dall’altra, nell’occhio che indaga i loro movimenti, i dubbi, le paure in un lento procedere quasi senza tempo. Una regia doppia come se all’accaduto non potesse non essere dato spazio al dolore che sempre accompagna i crimini e le pazzie della mente.
L’Avana rimane quadro essenziale nel quale si muovono protagonisti, comparse e azioni, i riferimenti al periodo speciale sono accennati ma esistenti; anche qui, come in tutta la produzione di Gordiano Lupi , la povertà , l’arrangiarsi , l’illecito derivato dalla miseria, la solitudine di esistenze perse,
aiutano a capire e introducono il lettore in un mondo dove santeria e religione, Dio e Diavolo, sortilegi e confessione si mescolano, si ingarbugliano, si raccontano attorno ad una figura di madre.
Isabel rimarrà l’unico personaggio non deturpato dal tempo,
bella anche quando scossa, madonna piangente una pietas che la spingerà fino alla fine, oltre l’umano, oltre il pensabile e oltre il giusto. Di lei si colgono le affettuosità, le dolcezze, l’incredulità, la passione per il figlio , i capelli scomposti dal vento, il passo lento come se volesse ritardare il succedersi degli eventi. Il coma si insinua come dubbio anche nel lettore , di una “dormienza” quasi migliore ad una vita disperata e senza via d’uscita.
La tracotanza è punita dagli dei – dicevano gli antichi greci –
l’uomo non può e non deve pensare di essere se non una scacco in mano alla divinità, alla fatalità, al destino. Solo quando ciò verrà accettato , il romanzo si concluderà in un risistemazione delle tessere che, infinite si erano macchiate di sangue nel mare che faticosamente respirava.
Patrizia garofalo






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